lunedì 4 dicembre 2006

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Mercatineggiando

Oggi sono reduce dal mio primo mercatino di Natale country!
Chiaramente ieri il tempo era orribile e ha piovuto quasi tutto il giorno (ieri sera avevo scarpe, calze e piedi fradici e ghiacciati) ma le persone non sono mancate.

È andata piuttosto bene direi, sia in termini di vendite che in termini di apprezzamento anche se in generale direi che la pittura country, come la faccio io , cioè cercando di rimanere legata allo spirito tipico degli stati uniti, non è compresa da tutti; le reazioni sono state diverse e molto contrastanti: o piace da morire o fa schifo da morire. ma in fondo rispecchia molto il mio rapporto con gli altri: o piaccio o faccio innervosire – darei che è proprio un hobby adeguato!

Un signore pensionato, mio vicino di bancarella e veterano dei mercatini di hobbistica, mi ha fatto i complimenti per i lavori ma mi ha detto di farne ancora molti, perché il mio tavolo ‘deve straripare di colori’...forse ha ragione ma io non sono ancora molto organizzata e soprattutto lavoro nei ritagli di tempo tra lavoro e lezioni...però sono sempre più determinata a trovarmi uno studio e a impegnarmici a tempo pieno, il solo problema è quando...dato che ho famiglia direi dopo che Tommy si è laureato, quindi fra più o meno 25 anni!

Questo post è molto personale, e molto inutile, ma devo anche ringraziare chi ieri ha tenuto “la piccola, graziosa belva” tutto il giorno, è venuto a portarmi il the caldo e a farmi le fotografie, mi ha preparato la pappa ieri sera (lasagne) e mi ha scaldato i piedi...

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giovedì 30 novembre 2006

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Fidarsi è bene...

Ieri sera stavo ragionando sulla fiducia, evento scatenante è stato l’osservare il mio bambino che mi dormiva in braccio; lo so che alla sua età dovrebbe dormire da solo, ma non sono ancora riuscita a convincerlo, e un po’ mi piace anche che mi si addormenti ‘abbozzolato’ addosso: è un momento molto dolce per entrambi, intimo, recuperiamo una dimensione di contatto, magari dopo una giornata incasinata.
Dicevo appunto che osservandolo mi è venuto in mente quanto lui si fidi di me, come si abbandoni con la piena certezza che io ci sarò anche la mattina dopo. E questo è quasi commovente.

Poi mi è venuto in mente mio padre, che quando facevo qualcosa che non condivideva, attaccava con il discorso sulla fiducia e sul tradimento delle aspettative: è una litania che mi ha accompagnata per tutta l’adolescenza.

C’è la fiducia che riponiamo in Dio, nella scienza o nella stelle, per darci delle risposte alle domande escatologiche e la fiducia che gli altri ci accordano sul lavoro, nella vita sociale, in amore.

Insomma siamo immersi in questo fumo denso senza quasi nemmeno rendercene conto, ma avere fiducia comporta uno stato di abbandono, di abbassamento delle barriere (in gradi diversi, ovviamente) che non è poi così scontato. Non è comune, e nemmeno facile, rinnegare il nostro io per abbracciare incondizionatamente qualcuno o qualcosa d’altro eppure ci viene richiesto da più parti, quasi imposto e allora la fiducia si trasforma in rassegnazione di non volersi mettere in gioco, in accettazione passiva.
Credo sia un nostro problema, un problema di noi piccoli adulti, che ancora aggi abbiamo le mani tese come i bambini ma che poi non siamo capaci di stringerci al collo di nessuno.

Stavo pensando anche che è da molto che io stessa non mi addormento più beata tra le braccia di nessuno...

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martedì 28 novembre 2006

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Ordinaria telefollia

Sono esasperata dal telefono.

Stamattina dalle 9 sto cercando di:
disdire un appuntamento, oggi
fissare un appuntamento, al più presto, con un'altra persona
Contattare una persona che ho visto venerdì

Praticamente tutte cose di ordinaria amministrazione se non che il mio cellulare mi dice “errore di connessione” (ho fatto il test e lo da anche con il numero di casa mia...) e da ciò deduco o che sia rotto o che a Milano stanno arrivando gli alieni del “la guerra dei mondi” – detto tra noi preferirei la secondo perché altrimenti significa che devo cambiare il telefono e questo è una profonda fonte di stress – e il telefono fisso suona inesorabilmente occupato.

È frustrante non reperire ed essere reperibili in questa cultura del telefonino e della raggiungibilità ad oltranza, anche in cima alle montagne o in un atollo caraibico e attendere con pazienza di trovare libero per me stamattina sta diventando un esercizio zen per raggiungere in Nirvana...

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lunedì 27 novembre 2006

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In restless dreams I walked alone

Ieri pomeriggio sono stata presa da una botta di malinconia e mi sono ascoltata il disco (si il disco in vinile rubato a mio padre) di Simon and Garfunkel: “Concert in Central Park”...

Hello darkness, my old friend
I've come to talk with you again
Because a vision softly creeping
Left its seeds while I was sleeping
And the vision that was planted in my brain
Still remains
Within the sound of silence

In restless dreams I walked alone
Narrow streets of cobblestone
'Neath the halo of a street lamp
I turn my collar to the cold and damp
When my eyes were stabbed by the flash of a neon light
That split the night
And touched the sound of silence

And in the naked light I saw
Ten thousand people maybe more
People talking without speaking
People hearing without listening
People writing songs that voices never shared
No one dared
Disturb the sound of silence

"Fools," said I, "you do not know
Silence like a cancer grows
Hear my words that I might teach you
Take my arms that I might reach you"
But my words like silent raindrops fell
And echoed in the wells of silence

And the people bowed and prayed
To the neon god they made
And the sign flashed its warning
In the words that it was forming
And the sign said "The words of the prophets are written on the subway walls
And tenement halls
And whispered in the sound of silence"

La malinconia non è passata ma questa è...bellissima.

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lunedì 20 novembre 2006

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Cari vecchi tempi...

In questo periodo sembra che sia particolarmente incline alle conversazioni sentimentali; dopo la mia amica con i dubbi estetici, mi sono imbattuta in un pranzo interessante con uno dei miei più cari amici: eterosessuale fino a 30 anni e poi convertito all’amore per gli uomini.
Non entro in merito alle vicissitudini personali ma puntualizzo che il suddetto personaggio è stabilmente accoppiato e convivente quindi, in fondo, con una forma un po’ strana, la sostanza del rapporto è più o meno la stessa: condividere un pezzo di strada con qualcuno.

Durante il pranzo invece, con il massimo candore, il personaggio mi ha esposto la sua personale visione delle cose:


  • i rapporti fissi uccidono l’amore (leggi sesso)

  • ha voglia di sentirsi libero e quindi non disdegna altri ‘incontri’

  • la monogamia non è di questo mondo


A parte lo sconvolgimento personale perché non condivido molto tali affermazioni (tranne la prima, forse) mi devo ricredere sulla persona, a cui voglio molto bene e con la quale ho condiviso molto, e sul senso stesso dei rapporti di coppia.

Ai tempi di mia nonna i ragazzi si conoscevano, passavano qualche pomeriggio nei covoni di fieno, si sposavano e stavano insieme tutta la vita. Hai tempi di mia mamma magari si evitava il fieno ma più o meno succedeva allo stesso modo. e noi? trentenni moderni e istruiti? Per noi come succede? Io non lo so e mi pare tutto molto incasinato!

Quando sentivo i racconti di nonna mi sembrava semplice: scegli qualcuno con cui sai di poter vivere per sempre, che si avvicina hai tuoi ideali, e poi ti poni il problema di FARE GIRARE le cose non SE LE COSE POSSONO GIRARE.

Adesso non funziona più così, non c’è niente di semplice, forse noi non siamo semplici e forse semplicemente questa difficoltà deriva dal fatto che per la prima volta sono l’autore dello spettacolo dell’amore e non lo spettatore della commedia degli altri.

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mercoledì 15 novembre 2006

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Se bello\a vuoi apparire...

Ieri a pranzo stavo parlando con una collega fresca di weekend romantico con il fidanzato. Oltre a tutto il resto, che ometto, mi ha detto come è stato difficile essere sempre al top per 3 giorni: mai un capello fuori posto, mai una sbavatura di rossetto, ciglia sempre astronomiche...insomma, un lavoro a tempo pieno! Poi ha rincarato la dose con gli impegni a scadenza periodica da parrucchiere, estetista e tutto il resto della ‘manutenzione ordinaria’; ha terminato poi con la sconfortante convinzione che quando andranno a vivere insieme (cioè a giorni, il weekend era la prova generale) sarà tutto molto peggio. Si figura scenari nei quali si fa la maschera al viso solo quando lui è fuori e non so quale altro dramma...

Per farla breve questa cosa mi ha fatto sorridere ma ieri sera, ripensandoci (ci metto sempre un po’ a pensare) mi sono venute un mente alcune cosine:


  • Esistono ancora uomini che credono che le donne siano lisce, pettinate come modelle, con visini angelici e occhioni da cerbiatto perché madre nature le ha dotate ‘naturalmente’ di tutti questi optional? Credo (e nel mio cuoricino spero) di no!


  • Noi ragazze/donne/esseri femminili siamo così insicure da avere bisogno di essere sempre ‘mascherate’ perché temiamo di perdere i nostri uomini, anche in un rapporto fisso e consolidato? O siamo così meschine da nasconderci dietro la volubilità maschile per giustificare il nostra narcisismo?


  • Ultimo ma fondamentale: è possibile che l’AMORE, anche quello VERO, abbia bisogno di così tanta esteriorità per sopravvivere oppure è proprio per AMORE, per rendere visibili i nostri sentimenti, che fatichiamo ad essere sempre belli/e fuori



Di primo acchito, forte dei mie studi classici e della mia educazione rigorosa, dico che se una storia è seria ci si accetta ‘as is’, compresi capelli arruffati e ceretta non proprio perfetta, cellulite e pancetta. Ma poi pensandoci, il rischio di imbruttirsi fuori cela anche il rischio di imbruttirsi dentro, e ci sono fin troppo persone che, forti dell’accettazione, diventano trasandate e approssimative, anche nel cuore.

Da qui quindi pare che la scelta vincente sia quella di curare il fuori per nutrire il dentro, ma bisognerebbe riuscirci senza cadere nell’egoismo narcisista del se stessi.

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martedì 14 novembre 2006

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Aforisma

Un breve pensiero e non del tutto mio .

Sono incasinata con il lavoro (quello vero) e a preparare 3 mostre/mercatini a cui sono stata invitata. a breve un racconto più approfondito :)

Ma questa frase che ho trovato nel sito di Maria Laura mi piace un sacco:

"Indipendentemente da ciò che crei,
non è importante che tu dipinga o scolpisca,
oppure che tu faccia il giardiniere, il calzolaio, o il falegname.
E' importante che ti chieda:Sto riversando tutta la mia animain ciò che creo?"
(Osho)

Non sempre mi riesce ma quando preparo qualcosa per qualcuno a cui tengo davvero...allora è un piccolo segno del mio amore.

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venerdì 3 novembre 2006

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Sono reduce da una ‘due giorni’ di corso con Karen, la continuazione di quello di Roma di quest’estate (ma per fortuna eravamo a Como!) e come al solito, dopo questi mega incontri mi sento super carica, direi che servono di più alla motivazione che alla tecnica! Guardate che bello il pezzo che abbiamo preparato...

Comunque ecco dichiarata la lista dei miei ’buoni propositi pittorici’ da qui a Natale:


  • Preparare i campioni che mi ha chiesto il negozio di Lodi (tempo 2 giorni)
  • Preparare i campioni per il negozio di Paola e pianificare acquisti e corsi (tempo 3 giorni)
  • Preparare i pezzi da lasciare nel negozio di Seregno (tempo 8 giorni)
  • Preparare i pezzi per la mostra di fine novembre (tempi tendente all’infinito: non sono mai soddisfatta)
  • Preparare i pezzi da regalare per Natale a amici e parenti (boh...se non ci riesco finisce che vado all’equo e solidale e faccio i soliti cesti)
  • Preparare le cose per il mercatino di Monticello (2 settimane)
  • Preparare il regalo che ho promesso a mia mamma (probabilmente nella notte tra il 23 e il 24 Dicembre)

Vediamo se sono capace di mantenere fede a tutto!
E sto preparando pure un mio sito...volevo farmi questo regalo per Natale...

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martedì 31 ottobre 2006

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Post semi serio - A proposito di catene di Sant'Antonio

Ricevuto oggi, da una amica lontana...

Volevo ringraziare tutti quelli che in questi anni mi hanno mandato e-mail a catena, perchè grazie alla vostra generosità.

1. Non vado più al cinema, talmente ho paura di sedermi su una siringa infettata da virus dell'HIV
2. Ho versato tutti i miei soldi sul conto di Amy Bruce, una bambina che è stata malata all'ospedale almeno 7000 volte, (buffo che questa bambina abbia 7 anni dal 1995...)
3. Il mio nuovo Nokia di ultima generazione non è mai arrivato, come del resto i biglietti x viaggio gratis a Disneyland
4. Ho saputo circa 1750 volte che hotmail avrebbe cancellato il mio account e messenger sarebbe divenuto a pagamento (cosa assolutamente fittizia)
5. Ho speso 200 euro nell'arco di 12 minuti al casino on line
6. Ho cercato di adottare dei cuccioli di golden retriver che altrimenti sarebbero stati soppressi (ma che in realtà non sono mai stati uccisi e ora forse sono morti di vecchiaia)
7. Mi sono mobilitato contro il famoso sito bonsaikitten.com che se leggete bene è tutto una bufala
8. Conosco il modo per essere felice e non più scapolo per tutta la mia vita(basta scrivere il nome di una persona su un foglio pensando forte a lei e poi grattarsi il culo tre volte davanti allo specchio)
9. Ho accumulato almeno 80000 anni di sfighe per via delle catene che non ho inoltrato.
A tutti un GRANDISSIMO RINGRAZIAMENTO

IMPORTANTE: se non rinvii questa mail entro 10 secondi ad almeno 15 persone, un dinosauro divorerà la tua famiglia e la tua anima gemella (anche se non l'hai mai trovata, sicuramente esiste) domani alle 17.34...guarda che è vero!! Non sto scherzando!!

SE ANCHE TU NE HAI PIENI I COGLIONI DI RICEVERE MESSAGGI A CATENA, FAI GIRARE QUESTO MESSAGGIO, SPERANDO CHE SIA L'ULTIMO!!!!!

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Post semi serio - A proposito di catene di Sant'Antonio

Ricevuto oggi, da una amica lontana...

Volevo ringraziare tutti quelli che in questi anni mi hanno mandato e-mail a catena, perchè grazie alla vostra generosità.

1. Non vado più al cinema, talmente ho paura di sedermi su una siringa infettata da virus dell'HIV
2. Ho versato tutti i miei soldi sul conto di Amy Bruce, una bambina che è stata malata all'ospedale almeno 7000 volte, (buffo che questa bambina abbia 7 anni dal 1995...)
3. Il mio nuovo Nokia di ultima generazione non è mai arrivato, come del resto i biglietti x viaggio gratis a Disneyland
4. Ho saputo circa 1750 volte che hotmail avrebbe cancellato il mio account e messenger sarebbe divenuto a pagamento (cosa assolutamente fittizia)
5. Ho speso 200 euro nell'arco di 12 minuti al casino on line
6. Ho cercato di adottare dei cuccioli di golden retriver che altrimenti sarebbero stati soppressi (ma che in realtà non sono mai stati uccisi e ora forse sono morti di vecchiaia)
7. Mi sono mobilitato contro il famoso sito bonsaikitten.com che se leggete bene è tutto una bufala
8. Conosco il modo per essere felice e non più scapolo per tutta la mia vita(basta scrivere il nome di una persona su un foglio pensando forte a lei e poi grattarsi il culo tre volte davanti allo specchio)
9. Ho accumulato almeno 80000 anni di sfighe per via delle catene che non ho inoltrato.
A tutti un GRANDISSIMO RINGRAZIAMENTO

IMPORTANTE: se non rinvii questa mail entro 10 secondi ad almeno 15 persone, un dinosauro divorerà la tua famiglia e la tua anima gemella (anche se non l'hai mai trovata, sicuramente esiste) domani alle 17.34...guarda che è vero!! Non sto scherzando!!

SE ANCHE TU NE HAI PIENI I COGLIONI DI RICEVERE MESSAGGI A CATENA, FAI GIRARE QUESTO MESSAGGIO, SPERANDO CHE SIA L'ULTIMO!!!!!

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venerdì 27 ottobre 2006

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Tre cose, tre...

Stanotte qualcuno mi ha pensato (ohhh) nel senso che ho ricevuto una di quelle email tipo catena di Sant’Antonio ad un orario improponibile: la solita cosa, se mandi questa mail a 10 persone avrai tutto quello che desideri altrimenti disgrazia e desolazione si abbatteranno su di te; ma questa è più subdola perché le tre cose che desideri le devi dichiarare e devi mandarle alle famose 10 persone come contenuto della mail...come operazione di marketing non è male, è come se dicessimo: ‘’ti rompo le palle, ma è per una buona causa (almeno dal mio punto di vista)’ .

Nella email che ho ricevuto si desideravano le solite cose: un conto in banca da Paperon de Paperoni, un viaggio , fama, gloria e salute... e ho immediatamente cestinato il tutto tanto la strada di casa mia, in questo periodo, la sfiga l’ha imparata a memoria. ma ‘sta cosa delle tre cose che vorresti fare, in questo momento, se non fossi qui, mi sono rimaste in testa...

Che tre cose vorrei fare in questo momento, se non fossi qui ad aspettare la mia riunione delle 11?
· vorrei star facendo del buon sesso
· vorrei essere al cinema a vedere ‘Il diavolo veste Prada’
· vorrei essere al messicano a mangiare qualcosa di molto piccante

Analizzando i mie tre desideri (i primi che mi passano in testa) si nota che sono una persona proprio banale: niente grandi progetti, solo piccole soddisfazioni!

Fare del buon sesso: le cure parentali (vedi pensiero di ieri) e una serie di altre cosette mi precludono quasi del tutto questa attività, ne ho solo dei ricordi sbiaditi – speriamo di recuperare a breve!

Andare al cinema: le cure parentali (vedi pensiero di ieri) e una serie di altre cosette mi hanno fatto entrare in un cinema, l’ultima volta, il giorno del mio compleanno (9 febbraio)... e questo un po’ mi terrorizza

Essere al messicano: lo so sono le 11.00 del mattino ma ho comunque voglia di un burrito!

Premetto che non costringo nessuno a continuare questa catena, ma buttare i miei desideri nel cyberspazio vale come prosecuzione della catena?

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giovedì 26 ottobre 2006

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oh mamma!

Sto scrivendo poco perché questa settimana mi trovo a fare la mamma a tempo pieno, nel senso che Terminator è ammalato e quindi non va all’asilo.

Fare la mamma a tempo pieno è una missione quasi impossibile perché, alla fine della giornata, non ne puoi davvero più, soprattutto perché la ‘giornata lavorativa’ comincia attorno alle 8 e finisce attorno alle 21 (e mi dicono che sono fortunata)...

Il problema principale è che non si può uscire di casa (bronco-polmonite asintomatica, subdola fino in fondo!) e quindi bisogna trovare qualcosa da fare IN CASA; le costruzioni, le fiabe, il trenino, l’aereo e tutto il resto dei milioni di giochi sparsi in sala tengono occupato l’essere diciamo per circa 2 ore sempre con qualcuno che giochi assieme (mamma chi tappeto, me gioco – direttamente dalla sua vocina), poi si passa a fare la pappa e per sbucciare 2 patate vanno almeno 45 minuti, poi cerco di vedere la posta e di sbrigare qualche lavoro da casa, e qui comincia il dramma: già a due anni Tommy capisce che devo lavorare e quindi che devo momentaneamente distogliere l’attenzione da lui e cominciano i pianti (butto computer, io spegno – direttamente dalla sua vocina); finisce che riesco a fare 1 cosa alla volta! Per fortuna il pomeriggio dorme un po’ e lì posso dedicarmi 2 ora al ‘resto della mia vita’ e poi tutto ricomincia come la mattina; confesso che ho ceduto, quando sono disperata accendo la tele e lo piazzo davanti a Playhouse Disney...per un po’ funziona.

Quando provo a dipingere le cose non vanno meglio, nel senso che lui è entusiasta, ma produce dei danni inenarrabili: prima di tutto mi ruba il pennello più grande che posseggo, poi il colore rosso (il suo colore preferito, quando glie lo chiedi tutto è rosso) e comincia a dipingere le ante della cucina (me pingo mamma – pingo cucina – direttamente dalla sua vocina), adora le superfici grandi, lisce e possibilmente difficili da pulire...

Non vedo l’ora che abbia 30 anni e vada a vivere da solo! certo io ne avrò circa 60 allora...ma pazienza, non è mai troppo tardi per assaporare la libertà!

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lunedì 23 ottobre 2006

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How to Make an American Quilt

Giovedì sera pioveva e alle 21.00 c’era stranamente calma a casa (la peste era già a nanna) e non avevo voglia di fare nulla (la scorsa settimana non ho mai dipinto perché avevo un sacco di altre cosa per la testa...ma ieri mi sono ripresa alla grande e una nuova cosa sta vedendo la luce). Alla tele davano il film ‘How to Make an American Quilt’ (in italiano ‘Gli anni dei ricordi’) e non ho potuto fare a meno di guardarlo. Era da un po’ che quel film mi ronzava in testa, una specie di premonizione.

In breve il film racconta di Finn che è andata a passare l'estate a casa della nonna e della prozia. Circondata da aranceti, a Grasse, in California, la casa della nonna è un tranquillo rifugio che Finn ha scelto per portare a termine la sua tesi di laurea sui riti tribali dell'artigianato femminile nelle culture tribali. In realtà, Finn ha bisogno della pausa estiva anche per meditare sulla proposta di matrimonio ricevuta dal suo fidanzato. La nonna e la prozia, che nella loro vita hanno avuto varie esperienze, la aiuteranno a decidere con saggezza.

Il classico film da donne, il genere romantico...un po’ è vero ma uno dei miei primi amori è il patchwork e
certi spunti sono davvero interessanti: il quilt è una trapunta cucita da più mani su un unico tema (quello in questione è "dove risiede l'amore") secondo una tradizione dei neri d'America. Il "mettere insieme" pezzi che, pur mantenendo la loro individualità, appartengono ad un tutt'uno armonico, è il leit-motiv del film. È interessante il parallelismo con la vita a due: come fondersi con un'altra persona rimanendo se stessi?

A un certo punto una protagonista recita questi versi:

Gli amanti giovani cercano la perfezione
I vecchi amanti imparano l'arte di ricucire i pezzi e di vedere la bellezza in una molteplicità di frammenti

Devo ancora capire che tipo di amante sono...

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giovedì 19 ottobre 2006

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' Pittura facile? No grazie '

Ovunque, quando si parla di Decorative e Country Painting (soprattutto grazie alla To-Do), si dice che è una tecnica di pittura facile o facilitata, accessibile e tutti e dove non bisogna saper disegnare per ottenere ottimi risultati. Calma, andiamoci piano!

Certo, non è necessario avere fatto l’accademia delle belle arti e non è necessario neppure avere il mignolo di Van Eyck (non voglio tirarmela è che adoro i fiamminghi) ma un minimo di predisposizione sarebbe utili, altrimenti si finisce come con il découpage, dove oramai si vede in giro di tutto, schifezze comprese.

Secondo me quello che fa la differenza tra un lavoro di pittura country e un lavoro di pittura country ben fatto è la ricerca dei particolari, la voglio di aggiungere dettagli, di sfumare ogni singolo oggetto e di conseguenza la voglia di accostare colori insoliti, uscendo magari dal solito schema di colore base/ombreggiatura/lumeggiatura...proprio come facevano i fiamminghi!

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mercoledì 18 ottobre 2006

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Pensiero di una mattina pessima

Mi capita spesso di pensare che di fronte a certi ‘sgarbi’ di certe ‘persone’ sono anestetizzata, nel senso che hai raggiunto una certa consapevolezza e delle piccole meschinità quotidiane te ne puoi sbattere le palle, perché le cose importanti sono altre...mi capita spesso ma oggi sono stata smentita dai fatti...e sono arrabbiata furiosa.

Non sto a raccontare i dettagli ma sento pungente la sensazione di essere una piccola figurina in un disegno che non ho fatto io, mi trovo a dover subire l’arroganza e l’ignoranza di persone che non sanno minimamente cosa mi stanno chiedendo di fare e questo perché da un anno ho scelto di lavorare part time per seguire anche la mia famiglia. l’equazione è: lavori poco ergo vali poco.
È sbagliato ed è ingiusto.

Eticamente cosa sarebbe corretto fare: lasciare perdere e continuare a fare il ‘non mio’ lavoro oppure segnalare questo malessere, spiegare le mie ragioni e... Intendo dire: ho qualche diritto a lamentarmi o è solo una questione di orgoglio ferito, di credere di saper fare meglio qualcosa che il mio capo ha deciso che non devo fare?

Non lo so...e rimango appesa...ho bisogno di una sigaretta...ma non risolverà nulla...



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martedì 17 ottobre 2006

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Baby's talk

Tre anni fa, proprio in questo periodo ho scoperto di essere incinta. Stavo piuttosto male, non per le consuete e proverbiali nausee del mattino, che fortunatamente non ho mai avuto, ma perché mi sentivo assolutamente a pezzi: ai tempi avevo un lavoro full time piuttosto impegnativo e la sera, appena rincasata, non riuscivo a fare altro che buttarmi sul divano e dormire. È stato un periodo piuttosto impegnativo perché, forse per la prima volta, mi sono trovata a dover ‘chiudere’ delle situazioni, a dovere fare scelte definitiva e dover prendere decisioni forti: ma ho sempre avuto la certezza che la scelta di avere un bambino sarebbe stata la più bella e appagante; non credo avrò più (o almeno a medio termine) altri figli e ieri sera pensavo, non senza rimpianti, a quando mi domandavo che occhi, capelli e viso avrebbe avuto Tommy e soprattutto che tipo di mamma sarei stata per lui e cosa avrei potuto e dovuto dargli, garantirgli, insegnargli...Non so tuttora che mamma sono, e casa faremo tra 10 anni ma quando sono in crisi mi viene sempre in mente il faccino del mio bimbo la prima volta che ci siamo visti, quell’espressione seria e buffa che sembrava dicesse ‘sono qui, ora che si fa?’

Queste parole sembra non c’entrino nulla con la pittura country ma non è vero: è proprio mentre mi prendevo il mio tempo per abituarmi al pancione e al cucciolo (mi sono presa un anno e mezzo di pausa dal lavoro e da un sacco di altre cose) che ho trovato il coraggio incosciente (saranno gli ormoni) di dipingere sul serio, di propormi a un paio di negozi, di cominciare a farmi conoscere; ancora adesso non sempre è facile ma, come dice Valentino Rossi, ‘...se non ci avessi provato...’

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mercoledì 11 ottobre 2006

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Babbo Natale vol. 2

Mi sono documentata sulle origini e soprattutto sull’iconografia di Babbo Natale, alias San Nicola, S.Nicolaus, con l'evoluzione linguistica S.Claus e sulla sua storia perché effettivamente, in tutte le rappresentazioni “country”, ha il classico aspetto rosso e pacioso.

Perché? Vediamo cosa è successo.

San Nicola di Mira Vescovo (di Bari, dopo la conquista normanna della Puglia) proveniva da una famiglia nobile. Fu eletto vescovo per le sue doti di pietà e di carità molto esplicite fin da bambino. Racconta la leggenda che nella città dove si trovava il vescovo Nicola, un padre, non avendo i soldi per costituire la dote alle sue tre figlie e farle così sposare convenientemente, avesse deciso di mandarle a prostituirsi. Nicola, venuto a conoscenza di questa idea, fornì tre sacchetti di monete d'oro che costituirono quindi la dote delle fanciulle, salvandone la purezza.

Quindi, prima deduzione: i vescovi vestono di rosso e come tale San Nicola è spesso rappresentato di rosso vestito.

Nel tempo Babbo Natale era stato variamente dipinto con abiti blu, gialli, verdi o rossi; nell'arte europea era generalmente alto e macilento, mentre Clement Moore l'aveva dipinto come un elfo in “Una visita da St. Nicholas”.

Haddon Sundblom, pubblicitario di dubbia moralità della Coca Cola, inventò il classico Babbo Natale della Coca-Cola nel 1931 perché la società americana voleva allargare il proprio target di utenza anche a bambini in età scolare e aveva bisogno di un testimonial d’effetto. Il Babbo Natale di Sundblom era il perfetto uomo della Coca-Cola: più grosso del normale, di un rosso brillante, sempre allegro e colto in stravaganti situazioni che si concludevano con una famosa bibita come ricompensa per una dura notte di lavoro passata a consegnare giocattoli. Ogni Natale, Sundblom partoriva un'altra pubblicità, avidamente attesa, raffigurante il Babbo Natale della Coca-Cola.

Quindi, seconda deduzione: dopo le pubblicità della bibita Babbo Natale sarebbe sempre stato un uomo enorme, grasso, sempre contento, con un ampio giro-vita e stivali neri fino all'anca, sempre rigorosamente vestito di rosso Coca-Cola.

Questa è, molto in breve la storia e in entrambe le versioni emergono il colore rosso e il senso dell'attesa (per un regalo o per una nuova reclame)
Il problema, secondo me, non sta nello sconcerto della dissacrazione di una figura religiosa ma in come un’azione pubblicitaria abbia potuto appiattire così tanto la cultura da omologare l’iconografia di uno del personaggi più famosi del mondo. O forse, semplicemente, quello Coca Cola è il modello iconografico più universale, che soddisfa l’immaginario di tutti?

Ho trovato questa immagine:
che mi piace un sacco perché raccoglie le iconografie diverse di Babbo Natale e a ciascuno di noi la libertà di decidere cosa è bello e cosa no.

A me non piace quel bigghiere di CocaCOla in messo alla scena. :)

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martedì 10 ottobre 2006

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Natale è alle porte!

Sì, è proprio così, in men che non si dica le piante perderanno tutte le foglie (qui a Milano la muta è già in atto), la mattina alle 7 sarà molto buio e molto freddo, saremo avvolti dalla nebbiolina umida e infagottati nel piumino e cominceremo a vedere le strade illuminate dalle lucine e la reclame del panettone in tv...

A me il Natale piace un sacco, mi piacciono soprattutto le lucine e i regali da scartare (e le noci brasiliane che sembra che le vendano solo sotto le feste) ma ormai sono stanca di dipingere soggetti natalizi: ho iniziato il 26 Agosto a vedere Babbo Natale e non ho ancora finito...e non appena finisce con il Natale ricominciamo con i coniglietti di Pasqua: è strano come, in questo genere di lavori ‘stagionali’, si debba essere sempre ‘avanti’ è non si possa vivere il tempo presente; credo che questo sia un problema un po’ di tutti, in tutti i momenti, ma non ci si pensa troppo perché si è troppo impegnati a fare altro. Ma in questo caso, quando lo racconto, tutti si stupiscono e allora il pensiero diventa inevitabile e un po’ triste...ho deciso, oggi mi prendo il mio tempo e faccio qualcosa di tipicamente autunnale: con Tommy andiamo a prender le castagne dietro casa!

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lunedì 9 ottobre 2006

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In auto

Ho ricominciato il mio lavoro ‘itinerante’ per i vari colorifici in cui insegno, il Natale si avvicina e tutte le mie ‘sciure’ (termine milanese per indicare la signora di mezz’età che si diletta con attività creative varie n.d.r.) hanno ripreso alla grande con tutte le loro attività.

L’unico dettaglio è che i negozi sono sparsi per tutta la Lombardia, da Lodi a Piacenza, per cui è capita spesso che passi parecchio tempo in macchina, normalmente in autostrada. Mi piace abbastanza guidare, con la musica soprattutto, perché ho un po’ di tempo tranquillo per pensare; non amo parlare al telefono in auto, anche con l’auricolare, perché mi sembra di sciupare il tempo del silenzio (non capisco i consulenti frustrati che passano il tempo in auto a pianificare la loro vita). Non so dire esattamente a cosa pensi, la più banali sono la spesa o le commissioni, poi ripasso la lezione o il progetto che devo intraprendere (pennellata a virgola con white wash, poi con Avocado, poi pennello a zoccolo e Marigold…e avete fatto una margherita) e poi penso a persone, eventi ed emozioni, e questa è davvero la parte bella del viaggio.

Una volta una mia amica, con cui viaggiavamo da Rimini a Milano, mi ha detto che in ogni suo viaggio, in autostrada, nella Pianura Padana, vede o un airone o una cicogna, e questo le porta fortuna…da allora ci ho fatto caso; capita sempre anche a me, è diventato una sorta rito, e ogni volta che mi capita di vederne uno penso a qualcosa di davvero speciale.

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venerdì 6 ottobre 2006

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Home sweet home!?

Ieri, dopo il solito lavoro il studio e prima di recuperare Tommy, ho passato tutto il pomeriggio a risistemare casa.

Purtroppo non ho la fortuna di abitare in una casa che disponga di un locale hobby, nel quale infilare tutte le cose e magari lasciarle sparse sulla scrivania…no purtroppo la mia casa è un open space e appena entri vedi tutto: cucina, sala e corridoio verso le camere…quindi è facile capire che ogni cosa lasciata in giro è perfettamente visibile a tutti.

Io sono una disordinata cronica, Tommy ha fatto del tappeto di fronte la divano la sua area giochi e in una angolo c’è pure la postazione pc: data questa equazione è facile capire che casa mia non è esattamente come quelle che si vedono fotografate sulle rivista…ma a me tutta questa confusione in fondo piace, quando entro in casa mi sento ‘a casa’ e anche i miei amici ormai ci sono abituati (l’aspirapolvere ha imparato a fare lo slalom tra le cose…).

Le uniche volte in cui questo grazioso disordine lascia il posto all’ordine ‘canonico’ sono quando passano i miei genitori (mia madre è un’autentica maniaca) e quando ospito qualcuno per ragioni diverse: ieri sera c’era qui parte del comitato parrocchiale perché stiamo rifacendo il sito web dell’oratorio.

La mia sessione di pulizie, nell’ordine

  • mi ha fatto recuperare due libri che credevo persi per sempre
  • mi ha fatto ritrovare una matita 3B (nel cestino della frutta)
  • mi ha fatto seppellire nell’immondizia 4 cimici puzzolenti morte fulminate sulla lampada e stramazzate rigide al suolo
  • mi ha fatto venire un eritema alle mani (odio usare i guanti) perché il detersivo ‘Ace Casa’, che dovrebbe essere profumato, è altamente corrosivo dello strato epiteliale delle mani e le lascia che puzzano di candeggina PER ORE!

Per fortuna che ieri sera è passata, che mi sono tolta dai piedi ‘sta rottura del sito e che oggi, in sole 3 ore casa mia è tornata alla ‘normalità’

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mercoledì 4 ottobre 2006

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Le novità

Oggi, in uno scambio di idee digitale con un amico, è emerso che io leggo sempre quelle in che libreria si chiamano le “novità” (in Feltrinelli hanno anche un grazioso bollino rosso; probabilmente la tra qualche anno forniranno cotali adesivi di led luminosi per far ancora più scena)… Effettivamente è abbastanza vero: a me piacciono le novità, le trovo stimolanti, un ottimo strumento di evoluzione intellettuale.

Ma non tutte: mi fanno impazzire i libri nuovi, cerco di leggerli prima che diventino un cult o, peggio, un film; provo quasi piacere fisico nello scovare in profumeria un nuovo profumo, unico cosmetico che uso oltre al rodato trio detergente-tonico-crema (non perché sia così bella da non averne bisogno ma perché sono molto pigra) o comunque prodotti con odori strani, fosse anche il detersivo per il cesso e mi piace un sacco passare da Zara a settembre, appena dopo che sono finiti i saldi e la loro relativa orgia disordinata, per studiarmi la nuova collezione, i colori, le forme.

Normalmente odio le novità in fatto di scarpe, che ogni anno sono la versione peggiorativa dei modelli dell’anno precedente e quelle nel banco frigo del supermercato dove pre-fatto, pre-cotto, pre-confezionato oramai fanno tutto, dall’antipasto al dolce: tu non devi far altro che spacchettare e microndizzare

È così che mi sono avvicinata alla pittura country, circa 5 anni fa, prima che in Italia se ne sentisse parlare: ai tempi ero una patchwork addict e bazzicavo sul web alla ricerca di modelli originali e di ‘novità’; più di una volta hanno catturato la mia attenzione queste buffe sagomine il legno dipinte.

Ci ho messo un po’ a capire cosa fosse, come fare e a reperire i materiali ma alla fine mi sono fatta spedire un po’ di cose e mi sono subito innamorata degli oggetti: è un hobby che non ho più abbandonato, ne ho fatto un semilavoro e delle novità del découpagepittorico3Dconpigmentieffettoshabbychic non me ne frega niente !

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martedì 3 ottobre 2006

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Sfumature

Sto riordinando i bottiglie di colore nella mia scatola, è una cosa che ogni tanto faccio: li metto in file parallele a seconda della sfumatura cromatica cui appartengono e alla fine ho un bel cassetto ordinato. Certo l’ordine dura proprio poco perché appena mi metto a lavorare e comincio a scegliere le tinte che mi servono, poi cambio idea, poi ci ripenso ancora le mie file si trasformano in una ragnatela che sembra un arcobaleno. É un lavoro che può parere noioso ma io lo trovo molto rilassante dopo aver avuto una mattinata non proprio perfetta.

Mi stupisce un sacco la fantasia con cui sono stati chiamati i colori (io uso gli Americana, ma lo stesso vale per il Delta): sono un insieme di 208 sfumature, per cui trovare un nome per tutte non è facile, come non è facile trovare un nome per tutte le emozioni che ogni giorno proviamo. È troppo semplice dire ‘rosso’ come è troppo semplice dire ‘amore’; è troppo semplice dire ‘verde’ come è troppo semplice dire ‘rabbia’: siamo circondati da sfumature e ritengo sia importante notarle e capirle sia per fare un bel disegno country che per vivere bene.

Dicevamo dei colori ecco un elenco dei miei nomi preferiti:

Taffy Cream - Praticamente caramella mou...mi piacciona tanto
Moon Yellow - Color luna...è molto romantico
Jack-O'-Lantern - Color zucca di Halloween
Tomato red - Fa molto spagnettata tra amici
Wild Orchid - Il mio fiore preferito
Summer Lilac - è poetico, anche se non capisco cosa c'entri con l'estate
Bittersweet Chocolate - Cioccolato al ginger...no comment!
Mississippi Mud - Palta del Mississippi...quella del Po che colore ha?
Indian Turquoise - Adoro i turchesi

Mi sono accorta che tutti questi nomi bizzarri insieme fanno un bel arcobaleno…speriamo sia così anche per i sentimenti

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lunedì 2 ottobre 2006

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Il traforo elettrico

Questo è stato un weekend decisamente proficuo per il mio lavoro creativo perché per la prima volta ho tagliato ‘in casa’ le sagome che mi servivano e finalmente ho risolto il problema dei supporti che è tipico di chi ha questo hobby: purtroppo quasi tutti i libri sono americani e già costa una fortuna farseli inviare…se poi si aggiungono le sagome, anche questa dagli States, la cosa diventa improponibile!

Dicevamo, prima dell’estate ho trovato un traforo elettrico in offerta e l’ho comperato…ho lasciato passare l’estate senza combinare molto (la pigrizia e la spiaggia hanno preso il sopravvento) ma poi, finalmente mi sono organizzata: tavolo in box e via!


È stato piuttosto divertente: sembra di usare una macchina da cucire (ma fa molto più rumore) e direi che il risultato è ottimo…
beh, se proprio vogliamo dirla tutta il lavoro di taglio non l’ho fatto tutto proprio io…mi sono stufata dopo 10 minuti…e quindi rendo onore al mio ‘garzone’

A mia discolpa posso dire però che sono stata seduta sul tavolo tutto il tempo a far supporto morale! :)

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venerdì 29 settembre 2006

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Antagonismo ingiustificato

Sono curiosa di sapere perché qui in Italia, dove il country painting è appena arrivato come ‘hobby’ ci sia una ‘lobby’ così chiusa e ottusa di persone che dicono che ‘loro sanno come si fa’, loro ‘hanno l’esclusiva…’ loro.

Ma loro chi? persone come tutte, che si appassionano a qualcosa e che si documentano, vanno in internet, fanno corsi e sperimentano…come tutte noi, che nel nostro piccolo facciamo piccole cose che per noi sono belle, importanti e che a volte vendiamo nei mercatini, in qualche negozio ma che il più delle volte dipingiamo con amore per regalarle a qualcuno che ci sta a cuore. E allora perché questa supponenza e questa arroganza di mettersi davanti agli altri? Negli Stati Uniti Maxine Thomas e Karen Wisner e tutte le altre sono amiche, lavorano per onorare la loro arte e lasciano che il pubblico, cioè noi, decida ciò che piace e ciò che non piace (molto americano, molto calvinista) ma così loro esprimono il vero significato della parola passione, il vero senso dell’amore per il proprio lavoro; qui è solo l’ostentazione dell’ottusità, il non voler guardare più in là del proprio orticello o forse, ed è peggio, la sterilità del proprio ingegno.


Questo è un pensiero incazzato perché sono stanca di girare per i siti o di sentir gente che si vanta del nulla…ma per addolcire l’atmosfera che ne dite di

una bella mucca fra le nuvole?
(adoro le mucche, e da quando avevo tre anni sono ancora alla ricerca di quella lillà del cioccolato, voi sapete dov'è)

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giovedì 28 settembre 2006

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Il sesso dei biscotti

Intendiamoci subito: i biscotti in questione sono i gingerbread, i biscotti allo zenzero a forma di omino che piacciono tanto negli States e sono tipici delle feste invernali, in particolare per natale.

Dicevamo: di che sesso sono? Qualunque artista più o meno famosa finisce che li ritrae in qualche modo e allora la fantasia galoppa: biscottine vestite come bambine di fine ottocento o da mamy pre-guerra di secessione, biscotti vestiti da marinaretti e perfino da babbo natale. Sono bellissimi, a me piacciono un sacco, soprattutto quando bisogna dipingere la glassa con il pennello a punta lunga.

Ah, il mio consulente di vita decenne mi dice che è possibile anche scoprire il sesso del telefono cellulare: premendo i tasti *#06# si ottiene il numero seriale: se cotale cifra è pari il cellulare è femmina, altrimenti è maschio. Il mio è maschio…e chi mi conosce sa che non poteva essere altrimenti!

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mercoledì 27 settembre 2006

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La musica giusta

Lavorare con la musica è normale, in quasi tutti i posti di lavoro dal negozio all’ufficio, ed anche io non faccio eccezione: adoro avere un sottofondo che rompa il silenzio ma mi domando: qual è la musica “migliore”?
La prima risposta, ovviamente è: “Quella che preferisci”, ed è proprio questo il punto della questione: io non preferisco nessuna musica, anzi, di più ancora, io non ho cultura musicale.
Sono cresciuta a pane e musica classica, nello stereo di casa mia hanno sempre suonato solo Mozart, Beethoven e pochi altri (certo anche Julio Iglesias, il sogno proibito di mamma, ma solo quando papà non era in casa) e anche io ho sempre ascoltato o brani classici o cantautori complicati come De Andrè o Giccini, che non sono il sottofondo migliore per una serata pittorica!
Quindi chiedo consigli. La maggior parte delle “intervistate” punta sulla musica New Age, tipo “Canto delle balene atlantiche” e “Acquazzone peruviano”, poi c’è la schiera della “radio addicted” e poi c’è chi dipinge stupendi paesaggi fioriti con il sottofondo di Marilyn Manson.
Sono ancora confusa! Ieri al centro commerciale mi sono comperata 6 cd genere bibbia del jazz, anni fa mi hanno regalato un cd dei pezzi americani anni ‘50 e per ultima la colonna sonora del film “C’è posta per te”.
Per cominciare credo basti!

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martedì 26 settembre 2006

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Stanchezza

Stavo pensando al sentirsi stanchi. Chiunque alla fine della giornata si sente stanco. Io mi sento stanca. Tutte le sere, più o meno alle 11, la mie sensazioni variano tra lo stanco e lo stravolto passando dal distrutto. ma è uno sorta di stanchezza strana: non ho voglia di andare a letto perché non ho ancora sonno ma nemmeno di fare alcuna attività che comporti il coinvolgimento di muscoli, compreso il reggere il pennello l’aprire un tubetto di colore...quindi finisce che rimango nel mio limbo domestico (il divano) a vedere la televisione, finché non mi addormento stramata dalla noia e mi trascino in camera da letto ad un orario variabile tra le 1 e le 3 del mattino.
E mi domando: ma anche per voi è così? anche tutte le altre hobbiste del mondo, che non fanno un lavoro artistico per professione ma lo usano per rilassarsi, o come me, ne fanno solo metà della propria professione si sentono così distrutte e il miraggio di un lavoro migliore si trasforma in un obbligo come tanti?


Immagine di Karen Wisner: Stanchezza Country - (L'ho ribattezzata io così!)

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lunedì 25 settembre 2006

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Il cappello del pupazzo

Questo weekend ho poltrito un po’, ho lavorato poco, complice il pranzo in giardino a cui sono stata invitata ieri e una serie di congiunture astrali negative: ho perso il tappo del frullatore e ho dovuto farmi la torta a mano, Tommy era particolarmente rognoso, mia mamma mi ha fatto una logorroica visitina e il tempo è stato un semi schifo.

Ho iniziato un nuovo pezzo, un pupazzo di neve vestito da cuoco, sempre su disegno di Karen, e Giaco (10 anni) mi fa notare, dopo che ho rifatto lo stesso tratto del cappello 10 volte con un risultato misero:”ma tu hai mai visto un pupazzo di neve che cucina? io no...e mi sembra un po’ impossibile perché vicino ai fornelli si scioglierebbe!” – Tradotto: ma sei così scema da dipingere un pezzo di legno con un soggetto improponibile? Lì ho capito che era meglio abbandonare pennelli e colori e fare altro!


Ah, le graziose leggi della fisica; ah, le lezioni di scienze seguite con attenzione e interesse...
ma dove cavolo è finita la fantasia dei bambini?
Giaco risponderebbe: “Nelle carte di magic!”

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giovedì 21 settembre 2006

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Levigando levigando...

Ieri sera ho fatto il lavoro più noioso che la pittura country comporta: preparare il supporto, carteggiarlo e tracciare il disegno. Qualche tempo fa qualcun altro faceva questo lavoro per me…bei tempi! ora devo arrangiarmi. In ogni caso mi sono organizzata comprando un piccolo mouse levigatore elettrico.

A pensarci bene ho sostituito un braccio umano a un grazioso utensile che è più pratico, più veloce e fa meglio il lavoro, certo forse non sorride e non fa la battuta stupida mentre si lavora fianco a fianco…

Tornando a noi, ho imparato da Karen Wisner un ottimo metodo per avere un supporto in legno veramente liscio:

  • passare sulla sagoma la carte vetrato un po’ più grossa e levare la povere di legno
  • spruzzare sulla sagoma la vernice finale – poca!
  • ripassare la sagoma con la carta vetrata sottile e togliere la polvere!
UNO SPETTACOLO!

(ma non dimentichiamoci di passare anche il bordo del legno! )

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martedì 19 settembre 2006

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Vi è Mai capitato?

Vi è mai capitato di lavorare a un progetto alle 11 di sera e di dover rifare per 4 volte la stessa ombreggiatura che viene uno schifo? Il colore sembra troppo acquoso o troppo denso e non si stende esattamente come lo avete in testa? L’altra sera mi è successo e ho deciso di lasciar tutto lì sul tavolo, farmi un caffè (d’orzo, vista l’ora) e vedermi, per l’ennesima volta, l’ultima puntata (doppia) di ‘Sex and the City’.

Dalle 9 alle 13 circa lavoro (come tutti, ma ormai in modo poco convinto), dalle 16 alle 21 sono una mamma (molto incasinata) e poi mi diverto con la pittura country...nelle ore rimanenti, dormo, faccio la spesa, pulisco il bagno, cucino torte spettacolose...e un altro milione di cose!

Qui potete trovare, oltre alle mia esperienza, qualche informazione utile sulla pittura country, link, informazioni e foto...ma con calma perché prima devo capire come funziona questo affare! :)

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