martedì 16 dicembre 2008

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Mommy track

Oggi, leggendo un libro (mediocre) sui micro-trends delle nostra epoca (Mark J. Penn - Microtrend), mi sono imbattuta in un termine che non conoscevo: Mommy track.
Questo termine descrive il fenomeno, in ascesa, di mamme che abbandonano una carriera avviata e soddisfacente, per occuparsi dei figli.
Ho cercato un po' su Internet e mi sono meravigliata del fatto che questo fenomeno desti un significativo interesse.
Qui trovate la definizione Mommy trach, qui in articolo di Forbes e qui un articolo del CEPR (Centre for Economic Policy Research), per citarne tre.

Questo mi fa capire che una questione c'è e interroga la società sul ruolo di una mamma.
In Italia le donne sono tutelate in gravidanza e nel primo anno del bambino da leggi rigide, che impediscono la discriminazione ma poi? Gli asili nido sono costosissimi, così come le baby sitter (i nonno sono gratis, ovviamente, ma sempre più spesso non abitano così vicini) e una donna che lavora, e magari guadagna anche bene, si trova a dover lavorare perché qualcuno si occupi dei suoi bambini. È una scelta.
Per quanto riguarda me, quando c'era solo il nostro primo figlio, lavoravo full-time, avevo un buono stipendio e un'ottima possibilità di crescita, ma lo vedevo solo dalle 7 di sera alle 7 del mattino per 5 o 6 giorni la settimana. Poi col tempo e con l'allargamento della famiglia ho deciso di ridurre le ore di lavoro. Il mio datore di lavoro di allora mi ha detto che non era propenso a concedere orari flessibili o part-time e che avrebbe accettato solo una collaborazione come libera professionista. Perché no, mi sono detta.
Peccato che da quel momento il mio ruolo è diventato secondario o addirittura marginale, noioso e poco gratificante. I miei progetti e i miei lavori sono stati passati ad alti.
Anche qui mi sono detta ok, va bene, in fondo con meno pensieri per la testa mi focalizzo sui bambini perché sono loro l'obiettivo primario. Peccato che dall'essere lavorativamente trasparente sono passata all'essere lavorativamente ingombrante e inutile anche se io ero sempre la stessa (ve lo garantisco!).
Ho scelto di lasciare quell'ambiente e ora lavoro 2 giorni la settimana.
Non nascondo che a volte desidero essere fuori casa quei due giorni perché ho bisogno di rapporti adulti, di conversazioni adulte, di soddisfazioni adulte perché stare a casa è faticoso, a volte noioso, a volte irritante. Ma ora, rispetto a prima, conosco gli amici dei miei figli, seguo i loro sport, la scuola e le loro passioni (Gormiti compresi!) e mi azzardo a pensare che sia meglio che ci sia mamma in piscina invece che la tata.

Accidenti ho divagato!

Comunque, cercando informazioni su questo fenomeno mi sono imbattuta anche in questo articolo 'The Good Wife's Guide', tratto da Housekeeping Monthly del 13 maggio 1955.

È anacronistico, certo, e maschilista, sessista e limitativo per ogni donna ma a me ha fatto ragionare sul motivo per il quale ho scelto di rimanere a casa. Né mi trucco, né la mia casa è il paradiso in terra la sera alle 8...ovviamente, ma condivido la logica di fondo che il mio lavoro e la mia fatica hanno utilità e dignità perché hanno l'obiettivo di rendere migliori le persone con le quali sto condividendo questo pezzo di strada e questo pezzo di vita.


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3 commenti:

Aldina 1:53 PM  

ciao Cri,
anch'io son passat da un full time ad un part time 6 ore filate così da poter restare con mia figlia dalla fine della scuola in poi, cucinare qlc di decente ed aver tempo per ospitare le sua amiche e cicolare con le altre mamme, se qlc me lo avesse detto qlc anno fa gli avrei riso in faccia, ora invece sono felicissima di fare soprattutto la mamma :-)
bacio
aldina

Countrygal 12:42 AM  

Molto interessante...io ho smesso di lavorare quando ho incontrato Bruno che aveva gia' Alice e Isabella e al tempo ho capito che se avessi lavorato non sarei durata molto...mamma nuova e sempre fuori al lavoro? Ogni tanto penso che mi sarebbe piaciuto continuare a lavorare pero' ormai e' passato cosi' tanto tempo che probabilmente non sarei piu' in grado, mi piacerebbe moltissimo lavorare in un negozio di crafts, possibilmente country....che dici?? ;)

Baciotto
Fulvia

dama del bosco 3:05 PM  

io me lo sogno e sogno resterà per sempre, mentre le mie bimbe crescono, domenica 11/1 la prima compie sette anni, lunedì 12/1 la seconda quattro e io lavoro in una farmaceutica con orario 8.30 - 17.15 e vedo le bimbe di corsa a sera e un po' il sabato e la domenica, quando non sono fino ai capelli di faccende, il che è rarissimo... una bella scelta la tua, mi ha fatto piacere leggerti.