mercoledì 8 agosto 2007

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Chiuso per Ferie

Anche i blog chiudono per ferie!?
Per quanto riguarda me almeno, per un pò non sarò disponibile sul web, perchè tra le colline toscane non è ancora arrivata l'ADSL (almeno a casa mia, dove a dire il vero prende male anche il cellulare) e connettermi al web può essere molto frustrante.
Mi dedicherò alla pittura (oltre che al riposo totale) ed ecco cosa ho in programma di fare, per prepararmi ai mercatini autunnali e al Natale!


BUONE VACANZE!!!

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Bauernmalerei

Nel fine settimana ho rispolverato un progetto di pittura bavarese o Bauernmalerei.
Mi piacce molto questo tipo di pittura perché mette alla prova l’abilità nell’uso del pennello; tutti i soggetti infatti non sono costruiti come al solito con un base coating e poi con la tecnica del floating ma ogni ‘oggetto’ nasce dall’accostamento strutturato di pennellate a ‘virgola’ e a ‘S’ e viene poi abbellito con sbuffi, righine e puntini creati col liner. Il bello è che servono pochi pennelli, soprattutto tondi, gli acrilici e l’invecchiate e un po’ di esercizio ovviamente!


Questo è un tagliere che ho decorato e appeso in cucina: lo sfondo verdino è perfettamente intonato ai cassetti!



Per chi ha voglia di leggere ancora un po’ ecco un minimo di storia della pittura Bauernmalerei.
La parola Bauernmalerei significa letteralmente ’pittura contadina’ e ha origine nella zono tedesce dell’europa (germania, Austria e Svizzera) oltre 300 anni fa proprio in ambiente contadino: era un sistema semplice e relativamente economico di decorare mobili grezzi altrimenti un po’ insignificanti. All’origine si trattava si scolpire i soggetti sul legno e solo in seguito si è passati a dipingerli con pigmenti e pennelli.

I soggetti di elezione cono fiori, frutti e piccoli animali anche se talvolta vengono disegnate con questo stile anche persone e paesaggi. La peculiarità di questa tecnica è la schematizzazione delle procedure per ottenere i soggetti desiderati e leggendo bene i documenti della seconda metà dell’ottocento sono stati schematizzati anche i colori per la realizzazione dei vari fiori. Sebbene di primo acchito sembri molto noioso, il bello di lavora in questo modo è la libertà di poter creare la propria composizione personale e unica (ogni volta perché le pennellate non sono mai uguali) dopo avere appreso le regole formati di base.


Ecco alcuni link di siti interessanti sull’argomento:
Sito con galleria di lavori
Bauernmalerei - Galleria

Qualche modello
Modelli Bauernmalerei

Scottie – come al solito gli americani arrivano e colonizzano, ma i libri sono i più belli e didattici che ho trovato (e fortunatamente in lingua inglese!)
>Bavarian folk art

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lunedì 6 agosto 2007

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Capo...lavori!

Sono riuscita a ‘tirare fuori’ le foto dalla macchina fotografica finalmente! E non è stato facile perché il Pc di casa è morto.
Di seguito qualche lavoro degli ultimi che ho prodotto.

IL GALLETTO
È una parte del regalo che ho fatto ad Angelo e Sara che si sono sposati e volevano una targhetta in stile country per la porta di casa. Questa versione è ancora in lavorazione ma mi piace molto questo soggetto, tratto da un libro vecchissimo di artisti vari e disegnato da Karen Wisner.

LA RAGGEDY ANN SUL MATTARELLO
Altro progetto di Karen Wisner; la sagoma è dipinta e poi antichizzata con la tecnica dello splattering, è la parte superiore di un oggetto più grande: ho infatti deciso di attaccare sotto un’altra tavola di legno che ho trasformato in lavagnetta con l’apposita vernice. L’idea è di appenderla in cucina per la lista della spessa o per scriverci la ‘frase del giorno’.


LA MELA
Questa basa l’avevo comprata una vita fa e non avevo idea di come decorarla. Dopo il corso con Reneé volevo mettermi alla prova e non essendo sicura di avere capito bene tutta la tecnica ho riesumato questo brutto tagliere e un pattern di Reneé stessa! Il risultato mi ha molto soddisfatto, come spesso accade quando non ti aspetti molto, ed è diventato un regalo di ringraziamento per tutte le grigliate di quest’estate da Roberta! Qui ho sperimentato una vernice che antichizza delle Delta, ma non mi ha moto soddisfatta perché è difficile da dosare e da eliminare per cui non riesco a trovare il grado di antichizzazione che mi piace; usare il colore ad olio e l’olio di lino purificato credo rimanga ancora la soluzione migliore.
LA BROCCA CON LO SPAVENTAPASSERI
Questo è un MIO disegno e ne vado davvero orgogliosa perché sono riuscita a superare la mia paura di disegnare qualcosa! La brocca di latta, e tutta la latta un generale, è un oggetto che mi piace molto e anche gli spaventapasseri! La cosa più difficile è stata dare il colore di base, perché una volta terminata mi si rovinava sempre e ho dovuto fatica non poco per avere un bell’aspetto omogeneo. Anche qui il lavoro è stato antichizzatocon la tecnica dello spattering.


IL VASETTO…ROTTO
Lui è stato un esperimento, sempre su un disegno fatto da me, di usare colori molto scuri e uno sfondo brillante, il risultato era davvero bello ma purtroppo la terracotta è fragile! Era in bilico sul davanzale della finestra e ‘qualcuno’ passando lo ho fatto capitombolare per terra. Mi sembrava bello porgergli l’ultimo omaggio!



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giovedì 2 agosto 2007

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Piedi

Questo post parla di piedi, argomento discutibile ma d’altra parte è il 2 agosto per cui anche gli argomenti frivoli sono concessi!

PREMESSA
Posseggo più o meno 10 paia di scarpe estive e in particolare: sandali neri, marrone tabacco e nocciola, ballerine nere e argentate, infradito (4 paia in colori assortiti), ciabattine semi eleganti bianche; tutte con tacco bassissimo. Odio i tacchi alti anche se sono alta 162 cm e 10 cm di più mi farebbero comodo. Ho un solo paio di sandali alti(ssimi) che uso con molta parsimonia, hanno 3 anni, sono vagamente fuori moda ma di fatto nuovissimi.

Ho altresì dei brutti, bruttissimi piedi con le ditine corte che sembrano salsiccette, la pianta un po’ da papera e il collo alto con relativa caviglia non proprio da giunco e il 39 di numero, per cui uso pochissimo le scarpe che li mostrano e soprattutto al lavoro porto quasi unicamente le sopracitate scarpe chiuse (devo dire che con la moda di quest’anno vado alla grande ma quando torneranno di moda i tacchi a stiletto e il tutto nudo sarà un disastro).

QUINDI
Questa mia costituzione ‘pedifera’ mi ha portato a sviluppare negli anni una propensione all’osservazione degli altrui piedi femminili; pratico e ammiro queste parti del corpo femminile tanto quanto osservo e mi compiaccio di certe mani maschili lunghe e affusolate, ma speso mi domando come degli esseri umani possano deambulare con talune creazioni ai piedi. L’ultima è stata ieri verso l’una: tornando a casa c’era una ragazza che stava attraversando la strada, ovviamente non sulle strisce pedonali perché in Italia non lo fa nessuno, con ai piedi dei trampoli altissimi. Presa dal panico per il passaggio della mia macchina (comunque mi stavo fermando) è incespica barcollando e (credo) slogandosi una caviglia.

Il mio punto di osservazione preferito però è la scarpiera di mia mamma: lei è una modaiola convinta che può permettersi, economicamente parlando, le sue stravaganze e con 2 sue paia di scarpe sfamerebbe un villaggio medio dell’Africa. Dal punto di vista dei piedi io dico solo che i miei li avrò ereditati da qualcuno…
Bene, i suoi due ultimi acquist6i sono un paio di ciabattine minimal chic di Gucci, con monogramma e un paio di sandali sfacciatamente dorati d Tod’s. Quando me li mostra orgogliosa la prima cosa che mi viene in mente è che sul piede fanno l’effetto tanga, mi spiego: avete presente l’effetto del tanga sul sedere? Ecco quelle scarpe fanno la stessa cosa sulla pianta del piede, sono così strette di suola che la pianta del piede ci sta solo per 1∕3, quello centrale, ed il resto sborda pericolosamente fuori; in più il tacco è così stretto che non so come si possa starci in equilibrio ma soprattutto come possa deambulare in città, per negozi, sulla strada lastricata di sampietrini, alla ricerca di nuove scarpe per l’autunno/inverno!

Per quanto riguarda i piedi maschili invece non ci bado molto ad eccezione del fatto che non siano troppo pelosi sul dorso!

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mercoledì 1 agosto 2007

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Casalinga

Ritorno sull’argomento di ieri perché due o tre persone mi hanno fatto i loro commenti lasciandomi le loro opinioni.

Il primo punto di vista è di una amica e collega che sostiene che sia molto cambiata dopo la maternità, in realtà ritiene che sia peggiorata. Lei è una ragazza in carriera che passa in ufficio tutta la giornata e gran parte della serata (come facevo io del resto) e di che che da quando sono mamma mi sono rammollita. Una vota ero molto più coinvolta in progetti di un certo spessore e adesso invece mio trovo a fare lavoro di routine un po’ noioso; è vero! Una volta dopo il lavoro almeno una volta a settimana ero al cinema, a teatro, fuori con gli amici per un aperitivo ora invece scappo più veloce che posso e non torno in città se non per eventi di proporzioni titaniche e dopo aver organizzato la serata di TomTom tra baby sitter, nonni e tutto il resto; è vero! Una volta i weekend erano organizzati sempre con anticipo e viaggiavo spesso su e giù per l’Italia, e anche oltre, le vacanze in posti esotici; ora invece mi preoccupo di trovare sistemazione children safe; e vero! Se vi dicessi che tutti questi cambiamenti sono fantastici e che non desidero altro non mi credereste, ed è vero…non è che non desidero altro, non è che non mi piace più viaggiare o andare al cinema…non è!
Ma ho scelto altro, ho investito su di me e su altre persone e il costo dell’investimento è alto, a volte persino troppo, ma in tutta onestà non desidero tornare indietro, anche se ogni tanto i miei amici e chi mi vuole bene mi deve tirare su di orale perché le difficoltà mi deprimono un po’.

Il secondo punto di vista invece è di una SAHM (Stay At Home Mum) che sostiene che la mia visione della ‘casalinghitudine’ sia un po’ snob. Forse è vero, forse non sarei capace di vivere di crostate fatte in casa e tutto il resto ma il senso di quello che dicevo ieri rimane: non ho grande senso affannarsi per tutto e perdere di vista le cose fondamentali. Certo immagino lo stare a casa non come lo stare tutto il giorno in pigiama con i bigodini in testa (comunque non posseggo bigodini ndr.) ma come il riappropriarmi del mio tempo e non dover gestire la mia esistenza sulle scadenze degli altri.

É tutto.

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