martedì 31 ottobre 2006

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Post semi serio - A proposito di catene di Sant'Antonio

Ricevuto oggi, da una amica lontana...

Volevo ringraziare tutti quelli che in questi anni mi hanno mandato e-mail a catena, perchè grazie alla vostra generosità.

1. Non vado più al cinema, talmente ho paura di sedermi su una siringa infettata da virus dell'HIV
2. Ho versato tutti i miei soldi sul conto di Amy Bruce, una bambina che è stata malata all'ospedale almeno 7000 volte, (buffo che questa bambina abbia 7 anni dal 1995...)
3. Il mio nuovo Nokia di ultima generazione non è mai arrivato, come del resto i biglietti x viaggio gratis a Disneyland
4. Ho saputo circa 1750 volte che hotmail avrebbe cancellato il mio account e messenger sarebbe divenuto a pagamento (cosa assolutamente fittizia)
5. Ho speso 200 euro nell'arco di 12 minuti al casino on line
6. Ho cercato di adottare dei cuccioli di golden retriver che altrimenti sarebbero stati soppressi (ma che in realtà non sono mai stati uccisi e ora forse sono morti di vecchiaia)
7. Mi sono mobilitato contro il famoso sito bonsaikitten.com che se leggete bene è tutto una bufala
8. Conosco il modo per essere felice e non più scapolo per tutta la mia vita(basta scrivere il nome di una persona su un foglio pensando forte a lei e poi grattarsi il culo tre volte davanti allo specchio)
9. Ho accumulato almeno 80000 anni di sfighe per via delle catene che non ho inoltrato.
A tutti un GRANDISSIMO RINGRAZIAMENTO

IMPORTANTE: se non rinvii questa mail entro 10 secondi ad almeno 15 persone, un dinosauro divorerà la tua famiglia e la tua anima gemella (anche se non l'hai mai trovata, sicuramente esiste) domani alle 17.34...guarda che è vero!! Non sto scherzando!!

SE ANCHE TU NE HAI PIENI I COGLIONI DI RICEVERE MESSAGGI A CATENA, FAI GIRARE QUESTO MESSAGGIO, SPERANDO CHE SIA L'ULTIMO!!!!!

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Post semi serio - A proposito di catene di Sant'Antonio

Ricevuto oggi, da una amica lontana...

Volevo ringraziare tutti quelli che in questi anni mi hanno mandato e-mail a catena, perchè grazie alla vostra generosità.

1. Non vado più al cinema, talmente ho paura di sedermi su una siringa infettata da virus dell'HIV
2. Ho versato tutti i miei soldi sul conto di Amy Bruce, una bambina che è stata malata all'ospedale almeno 7000 volte, (buffo che questa bambina abbia 7 anni dal 1995...)
3. Il mio nuovo Nokia di ultima generazione non è mai arrivato, come del resto i biglietti x viaggio gratis a Disneyland
4. Ho saputo circa 1750 volte che hotmail avrebbe cancellato il mio account e messenger sarebbe divenuto a pagamento (cosa assolutamente fittizia)
5. Ho speso 200 euro nell'arco di 12 minuti al casino on line
6. Ho cercato di adottare dei cuccioli di golden retriver che altrimenti sarebbero stati soppressi (ma che in realtà non sono mai stati uccisi e ora forse sono morti di vecchiaia)
7. Mi sono mobilitato contro il famoso sito bonsaikitten.com che se leggete bene è tutto una bufala
8. Conosco il modo per essere felice e non più scapolo per tutta la mia vita(basta scrivere il nome di una persona su un foglio pensando forte a lei e poi grattarsi il culo tre volte davanti allo specchio)
9. Ho accumulato almeno 80000 anni di sfighe per via delle catene che non ho inoltrato.
A tutti un GRANDISSIMO RINGRAZIAMENTO

IMPORTANTE: se non rinvii questa mail entro 10 secondi ad almeno 15 persone, un dinosauro divorerà la tua famiglia e la tua anima gemella (anche se non l'hai mai trovata, sicuramente esiste) domani alle 17.34...guarda che è vero!! Non sto scherzando!!

SE ANCHE TU NE HAI PIENI I COGLIONI DI RICEVERE MESSAGGI A CATENA, FAI GIRARE QUESTO MESSAGGIO, SPERANDO CHE SIA L'ULTIMO!!!!!

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venerdì 27 ottobre 2006

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Tre cose, tre...

Stanotte qualcuno mi ha pensato (ohhh) nel senso che ho ricevuto una di quelle email tipo catena di Sant’Antonio ad un orario improponibile: la solita cosa, se mandi questa mail a 10 persone avrai tutto quello che desideri altrimenti disgrazia e desolazione si abbatteranno su di te; ma questa è più subdola perché le tre cose che desideri le devi dichiarare e devi mandarle alle famose 10 persone come contenuto della mail...come operazione di marketing non è male, è come se dicessimo: ‘’ti rompo le palle, ma è per una buona causa (almeno dal mio punto di vista)’ .

Nella email che ho ricevuto si desideravano le solite cose: un conto in banca da Paperon de Paperoni, un viaggio , fama, gloria e salute... e ho immediatamente cestinato il tutto tanto la strada di casa mia, in questo periodo, la sfiga l’ha imparata a memoria. ma ‘sta cosa delle tre cose che vorresti fare, in questo momento, se non fossi qui, mi sono rimaste in testa...

Che tre cose vorrei fare in questo momento, se non fossi qui ad aspettare la mia riunione delle 11?
· vorrei star facendo del buon sesso
· vorrei essere al cinema a vedere ‘Il diavolo veste Prada’
· vorrei essere al messicano a mangiare qualcosa di molto piccante

Analizzando i mie tre desideri (i primi che mi passano in testa) si nota che sono una persona proprio banale: niente grandi progetti, solo piccole soddisfazioni!

Fare del buon sesso: le cure parentali (vedi pensiero di ieri) e una serie di altre cosette mi precludono quasi del tutto questa attività, ne ho solo dei ricordi sbiaditi – speriamo di recuperare a breve!

Andare al cinema: le cure parentali (vedi pensiero di ieri) e una serie di altre cosette mi hanno fatto entrare in un cinema, l’ultima volta, il giorno del mio compleanno (9 febbraio)... e questo un po’ mi terrorizza

Essere al messicano: lo so sono le 11.00 del mattino ma ho comunque voglia di un burrito!

Premetto che non costringo nessuno a continuare questa catena, ma buttare i miei desideri nel cyberspazio vale come prosecuzione della catena?

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giovedì 26 ottobre 2006

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oh mamma!

Sto scrivendo poco perché questa settimana mi trovo a fare la mamma a tempo pieno, nel senso che Terminator è ammalato e quindi non va all’asilo.

Fare la mamma a tempo pieno è una missione quasi impossibile perché, alla fine della giornata, non ne puoi davvero più, soprattutto perché la ‘giornata lavorativa’ comincia attorno alle 8 e finisce attorno alle 21 (e mi dicono che sono fortunata)...

Il problema principale è che non si può uscire di casa (bronco-polmonite asintomatica, subdola fino in fondo!) e quindi bisogna trovare qualcosa da fare IN CASA; le costruzioni, le fiabe, il trenino, l’aereo e tutto il resto dei milioni di giochi sparsi in sala tengono occupato l’essere diciamo per circa 2 ore sempre con qualcuno che giochi assieme (mamma chi tappeto, me gioco – direttamente dalla sua vocina), poi si passa a fare la pappa e per sbucciare 2 patate vanno almeno 45 minuti, poi cerco di vedere la posta e di sbrigare qualche lavoro da casa, e qui comincia il dramma: già a due anni Tommy capisce che devo lavorare e quindi che devo momentaneamente distogliere l’attenzione da lui e cominciano i pianti (butto computer, io spegno – direttamente dalla sua vocina); finisce che riesco a fare 1 cosa alla volta! Per fortuna il pomeriggio dorme un po’ e lì posso dedicarmi 2 ora al ‘resto della mia vita’ e poi tutto ricomincia come la mattina; confesso che ho ceduto, quando sono disperata accendo la tele e lo piazzo davanti a Playhouse Disney...per un po’ funziona.

Quando provo a dipingere le cose non vanno meglio, nel senso che lui è entusiasta, ma produce dei danni inenarrabili: prima di tutto mi ruba il pennello più grande che posseggo, poi il colore rosso (il suo colore preferito, quando glie lo chiedi tutto è rosso) e comincia a dipingere le ante della cucina (me pingo mamma – pingo cucina – direttamente dalla sua vocina), adora le superfici grandi, lisce e possibilmente difficili da pulire...

Non vedo l’ora che abbia 30 anni e vada a vivere da solo! certo io ne avrò circa 60 allora...ma pazienza, non è mai troppo tardi per assaporare la libertà!

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lunedì 23 ottobre 2006

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How to Make an American Quilt

Giovedì sera pioveva e alle 21.00 c’era stranamente calma a casa (la peste era già a nanna) e non avevo voglia di fare nulla (la scorsa settimana non ho mai dipinto perché avevo un sacco di altre cosa per la testa...ma ieri mi sono ripresa alla grande e una nuova cosa sta vedendo la luce). Alla tele davano il film ‘How to Make an American Quilt’ (in italiano ‘Gli anni dei ricordi’) e non ho potuto fare a meno di guardarlo. Era da un po’ che quel film mi ronzava in testa, una specie di premonizione.

In breve il film racconta di Finn che è andata a passare l'estate a casa della nonna e della prozia. Circondata da aranceti, a Grasse, in California, la casa della nonna è un tranquillo rifugio che Finn ha scelto per portare a termine la sua tesi di laurea sui riti tribali dell'artigianato femminile nelle culture tribali. In realtà, Finn ha bisogno della pausa estiva anche per meditare sulla proposta di matrimonio ricevuta dal suo fidanzato. La nonna e la prozia, che nella loro vita hanno avuto varie esperienze, la aiuteranno a decidere con saggezza.

Il classico film da donne, il genere romantico...un po’ è vero ma uno dei miei primi amori è il patchwork e
certi spunti sono davvero interessanti: il quilt è una trapunta cucita da più mani su un unico tema (quello in questione è "dove risiede l'amore") secondo una tradizione dei neri d'America. Il "mettere insieme" pezzi che, pur mantenendo la loro individualità, appartengono ad un tutt'uno armonico, è il leit-motiv del film. È interessante il parallelismo con la vita a due: come fondersi con un'altra persona rimanendo se stessi?

A un certo punto una protagonista recita questi versi:

Gli amanti giovani cercano la perfezione
I vecchi amanti imparano l'arte di ricucire i pezzi e di vedere la bellezza in una molteplicità di frammenti

Devo ancora capire che tipo di amante sono...

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giovedì 19 ottobre 2006

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' Pittura facile? No grazie '

Ovunque, quando si parla di Decorative e Country Painting (soprattutto grazie alla To-Do), si dice che è una tecnica di pittura facile o facilitata, accessibile e tutti e dove non bisogna saper disegnare per ottenere ottimi risultati. Calma, andiamoci piano!

Certo, non è necessario avere fatto l’accademia delle belle arti e non è necessario neppure avere il mignolo di Van Eyck (non voglio tirarmela è che adoro i fiamminghi) ma un minimo di predisposizione sarebbe utili, altrimenti si finisce come con il découpage, dove oramai si vede in giro di tutto, schifezze comprese.

Secondo me quello che fa la differenza tra un lavoro di pittura country e un lavoro di pittura country ben fatto è la ricerca dei particolari, la voglio di aggiungere dettagli, di sfumare ogni singolo oggetto e di conseguenza la voglia di accostare colori insoliti, uscendo magari dal solito schema di colore base/ombreggiatura/lumeggiatura...proprio come facevano i fiamminghi!

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mercoledì 18 ottobre 2006

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Pensiero di una mattina pessima

Mi capita spesso di pensare che di fronte a certi ‘sgarbi’ di certe ‘persone’ sono anestetizzata, nel senso che hai raggiunto una certa consapevolezza e delle piccole meschinità quotidiane te ne puoi sbattere le palle, perché le cose importanti sono altre...mi capita spesso ma oggi sono stata smentita dai fatti...e sono arrabbiata furiosa.

Non sto a raccontare i dettagli ma sento pungente la sensazione di essere una piccola figurina in un disegno che non ho fatto io, mi trovo a dover subire l’arroganza e l’ignoranza di persone che non sanno minimamente cosa mi stanno chiedendo di fare e questo perché da un anno ho scelto di lavorare part time per seguire anche la mia famiglia. l’equazione è: lavori poco ergo vali poco.
È sbagliato ed è ingiusto.

Eticamente cosa sarebbe corretto fare: lasciare perdere e continuare a fare il ‘non mio’ lavoro oppure segnalare questo malessere, spiegare le mie ragioni e... Intendo dire: ho qualche diritto a lamentarmi o è solo una questione di orgoglio ferito, di credere di saper fare meglio qualcosa che il mio capo ha deciso che non devo fare?

Non lo so...e rimango appesa...ho bisogno di una sigaretta...ma non risolverà nulla...



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martedì 17 ottobre 2006

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Baby's talk

Tre anni fa, proprio in questo periodo ho scoperto di essere incinta. Stavo piuttosto male, non per le consuete e proverbiali nausee del mattino, che fortunatamente non ho mai avuto, ma perché mi sentivo assolutamente a pezzi: ai tempi avevo un lavoro full time piuttosto impegnativo e la sera, appena rincasata, non riuscivo a fare altro che buttarmi sul divano e dormire. È stato un periodo piuttosto impegnativo perché, forse per la prima volta, mi sono trovata a dover ‘chiudere’ delle situazioni, a dovere fare scelte definitiva e dover prendere decisioni forti: ma ho sempre avuto la certezza che la scelta di avere un bambino sarebbe stata la più bella e appagante; non credo avrò più (o almeno a medio termine) altri figli e ieri sera pensavo, non senza rimpianti, a quando mi domandavo che occhi, capelli e viso avrebbe avuto Tommy e soprattutto che tipo di mamma sarei stata per lui e cosa avrei potuto e dovuto dargli, garantirgli, insegnargli...Non so tuttora che mamma sono, e casa faremo tra 10 anni ma quando sono in crisi mi viene sempre in mente il faccino del mio bimbo la prima volta che ci siamo visti, quell’espressione seria e buffa che sembrava dicesse ‘sono qui, ora che si fa?’

Queste parole sembra non c’entrino nulla con la pittura country ma non è vero: è proprio mentre mi prendevo il mio tempo per abituarmi al pancione e al cucciolo (mi sono presa un anno e mezzo di pausa dal lavoro e da un sacco di altre cose) che ho trovato il coraggio incosciente (saranno gli ormoni) di dipingere sul serio, di propormi a un paio di negozi, di cominciare a farmi conoscere; ancora adesso non sempre è facile ma, come dice Valentino Rossi, ‘...se non ci avessi provato...’

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mercoledì 11 ottobre 2006

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Babbo Natale vol. 2

Mi sono documentata sulle origini e soprattutto sull’iconografia di Babbo Natale, alias San Nicola, S.Nicolaus, con l'evoluzione linguistica S.Claus e sulla sua storia perché effettivamente, in tutte le rappresentazioni “country”, ha il classico aspetto rosso e pacioso.

Perché? Vediamo cosa è successo.

San Nicola di Mira Vescovo (di Bari, dopo la conquista normanna della Puglia) proveniva da una famiglia nobile. Fu eletto vescovo per le sue doti di pietà e di carità molto esplicite fin da bambino. Racconta la leggenda che nella città dove si trovava il vescovo Nicola, un padre, non avendo i soldi per costituire la dote alle sue tre figlie e farle così sposare convenientemente, avesse deciso di mandarle a prostituirsi. Nicola, venuto a conoscenza di questa idea, fornì tre sacchetti di monete d'oro che costituirono quindi la dote delle fanciulle, salvandone la purezza.

Quindi, prima deduzione: i vescovi vestono di rosso e come tale San Nicola è spesso rappresentato di rosso vestito.

Nel tempo Babbo Natale era stato variamente dipinto con abiti blu, gialli, verdi o rossi; nell'arte europea era generalmente alto e macilento, mentre Clement Moore l'aveva dipinto come un elfo in “Una visita da St. Nicholas”.

Haddon Sundblom, pubblicitario di dubbia moralità della Coca Cola, inventò il classico Babbo Natale della Coca-Cola nel 1931 perché la società americana voleva allargare il proprio target di utenza anche a bambini in età scolare e aveva bisogno di un testimonial d’effetto. Il Babbo Natale di Sundblom era il perfetto uomo della Coca-Cola: più grosso del normale, di un rosso brillante, sempre allegro e colto in stravaganti situazioni che si concludevano con una famosa bibita come ricompensa per una dura notte di lavoro passata a consegnare giocattoli. Ogni Natale, Sundblom partoriva un'altra pubblicità, avidamente attesa, raffigurante il Babbo Natale della Coca-Cola.

Quindi, seconda deduzione: dopo le pubblicità della bibita Babbo Natale sarebbe sempre stato un uomo enorme, grasso, sempre contento, con un ampio giro-vita e stivali neri fino all'anca, sempre rigorosamente vestito di rosso Coca-Cola.

Questa è, molto in breve la storia e in entrambe le versioni emergono il colore rosso e il senso dell'attesa (per un regalo o per una nuova reclame)
Il problema, secondo me, non sta nello sconcerto della dissacrazione di una figura religiosa ma in come un’azione pubblicitaria abbia potuto appiattire così tanto la cultura da omologare l’iconografia di uno del personaggi più famosi del mondo. O forse, semplicemente, quello Coca Cola è il modello iconografico più universale, che soddisfa l’immaginario di tutti?

Ho trovato questa immagine:
che mi piace un sacco perché raccoglie le iconografie diverse di Babbo Natale e a ciascuno di noi la libertà di decidere cosa è bello e cosa no.

A me non piace quel bigghiere di CocaCOla in messo alla scena. :)

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martedì 10 ottobre 2006

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Natale è alle porte!

Sì, è proprio così, in men che non si dica le piante perderanno tutte le foglie (qui a Milano la muta è già in atto), la mattina alle 7 sarà molto buio e molto freddo, saremo avvolti dalla nebbiolina umida e infagottati nel piumino e cominceremo a vedere le strade illuminate dalle lucine e la reclame del panettone in tv...

A me il Natale piace un sacco, mi piacciono soprattutto le lucine e i regali da scartare (e le noci brasiliane che sembra che le vendano solo sotto le feste) ma ormai sono stanca di dipingere soggetti natalizi: ho iniziato il 26 Agosto a vedere Babbo Natale e non ho ancora finito...e non appena finisce con il Natale ricominciamo con i coniglietti di Pasqua: è strano come, in questo genere di lavori ‘stagionali’, si debba essere sempre ‘avanti’ è non si possa vivere il tempo presente; credo che questo sia un problema un po’ di tutti, in tutti i momenti, ma non ci si pensa troppo perché si è troppo impegnati a fare altro. Ma in questo caso, quando lo racconto, tutti si stupiscono e allora il pensiero diventa inevitabile e un po’ triste...ho deciso, oggi mi prendo il mio tempo e faccio qualcosa di tipicamente autunnale: con Tommy andiamo a prender le castagne dietro casa!

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lunedì 9 ottobre 2006

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In auto

Ho ricominciato il mio lavoro ‘itinerante’ per i vari colorifici in cui insegno, il Natale si avvicina e tutte le mie ‘sciure’ (termine milanese per indicare la signora di mezz’età che si diletta con attività creative varie n.d.r.) hanno ripreso alla grande con tutte le loro attività.

L’unico dettaglio è che i negozi sono sparsi per tutta la Lombardia, da Lodi a Piacenza, per cui è capita spesso che passi parecchio tempo in macchina, normalmente in autostrada. Mi piace abbastanza guidare, con la musica soprattutto, perché ho un po’ di tempo tranquillo per pensare; non amo parlare al telefono in auto, anche con l’auricolare, perché mi sembra di sciupare il tempo del silenzio (non capisco i consulenti frustrati che passano il tempo in auto a pianificare la loro vita). Non so dire esattamente a cosa pensi, la più banali sono la spesa o le commissioni, poi ripasso la lezione o il progetto che devo intraprendere (pennellata a virgola con white wash, poi con Avocado, poi pennello a zoccolo e Marigold…e avete fatto una margherita) e poi penso a persone, eventi ed emozioni, e questa è davvero la parte bella del viaggio.

Una volta una mia amica, con cui viaggiavamo da Rimini a Milano, mi ha detto che in ogni suo viaggio, in autostrada, nella Pianura Padana, vede o un airone o una cicogna, e questo le porta fortuna…da allora ci ho fatto caso; capita sempre anche a me, è diventato una sorta rito, e ogni volta che mi capita di vederne uno penso a qualcosa di davvero speciale.

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venerdì 6 ottobre 2006

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Home sweet home!?

Ieri, dopo il solito lavoro il studio e prima di recuperare Tommy, ho passato tutto il pomeriggio a risistemare casa.

Purtroppo non ho la fortuna di abitare in una casa che disponga di un locale hobby, nel quale infilare tutte le cose e magari lasciarle sparse sulla scrivania…no purtroppo la mia casa è un open space e appena entri vedi tutto: cucina, sala e corridoio verso le camere…quindi è facile capire che ogni cosa lasciata in giro è perfettamente visibile a tutti.

Io sono una disordinata cronica, Tommy ha fatto del tappeto di fronte la divano la sua area giochi e in una angolo c’è pure la postazione pc: data questa equazione è facile capire che casa mia non è esattamente come quelle che si vedono fotografate sulle rivista…ma a me tutta questa confusione in fondo piace, quando entro in casa mi sento ‘a casa’ e anche i miei amici ormai ci sono abituati (l’aspirapolvere ha imparato a fare lo slalom tra le cose…).

Le uniche volte in cui questo grazioso disordine lascia il posto all’ordine ‘canonico’ sono quando passano i miei genitori (mia madre è un’autentica maniaca) e quando ospito qualcuno per ragioni diverse: ieri sera c’era qui parte del comitato parrocchiale perché stiamo rifacendo il sito web dell’oratorio.

La mia sessione di pulizie, nell’ordine

  • mi ha fatto recuperare due libri che credevo persi per sempre
  • mi ha fatto ritrovare una matita 3B (nel cestino della frutta)
  • mi ha fatto seppellire nell’immondizia 4 cimici puzzolenti morte fulminate sulla lampada e stramazzate rigide al suolo
  • mi ha fatto venire un eritema alle mani (odio usare i guanti) perché il detersivo ‘Ace Casa’, che dovrebbe essere profumato, è altamente corrosivo dello strato epiteliale delle mani e le lascia che puzzano di candeggina PER ORE!

Per fortuna che ieri sera è passata, che mi sono tolta dai piedi ‘sta rottura del sito e che oggi, in sole 3 ore casa mia è tornata alla ‘normalità’

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mercoledì 4 ottobre 2006

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Le novità

Oggi, in uno scambio di idee digitale con un amico, è emerso che io leggo sempre quelle in che libreria si chiamano le “novità” (in Feltrinelli hanno anche un grazioso bollino rosso; probabilmente la tra qualche anno forniranno cotali adesivi di led luminosi per far ancora più scena)… Effettivamente è abbastanza vero: a me piacciono le novità, le trovo stimolanti, un ottimo strumento di evoluzione intellettuale.

Ma non tutte: mi fanno impazzire i libri nuovi, cerco di leggerli prima che diventino un cult o, peggio, un film; provo quasi piacere fisico nello scovare in profumeria un nuovo profumo, unico cosmetico che uso oltre al rodato trio detergente-tonico-crema (non perché sia così bella da non averne bisogno ma perché sono molto pigra) o comunque prodotti con odori strani, fosse anche il detersivo per il cesso e mi piace un sacco passare da Zara a settembre, appena dopo che sono finiti i saldi e la loro relativa orgia disordinata, per studiarmi la nuova collezione, i colori, le forme.

Normalmente odio le novità in fatto di scarpe, che ogni anno sono la versione peggiorativa dei modelli dell’anno precedente e quelle nel banco frigo del supermercato dove pre-fatto, pre-cotto, pre-confezionato oramai fanno tutto, dall’antipasto al dolce: tu non devi far altro che spacchettare e microndizzare

È così che mi sono avvicinata alla pittura country, circa 5 anni fa, prima che in Italia se ne sentisse parlare: ai tempi ero una patchwork addict e bazzicavo sul web alla ricerca di modelli originali e di ‘novità’; più di una volta hanno catturato la mia attenzione queste buffe sagomine il legno dipinte.

Ci ho messo un po’ a capire cosa fosse, come fare e a reperire i materiali ma alla fine mi sono fatta spedire un po’ di cose e mi sono subito innamorata degli oggetti: è un hobby che non ho più abbandonato, ne ho fatto un semilavoro e delle novità del découpagepittorico3Dconpigmentieffettoshabbychic non me ne frega niente !

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martedì 3 ottobre 2006

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Sfumature

Sto riordinando i bottiglie di colore nella mia scatola, è una cosa che ogni tanto faccio: li metto in file parallele a seconda della sfumatura cromatica cui appartengono e alla fine ho un bel cassetto ordinato. Certo l’ordine dura proprio poco perché appena mi metto a lavorare e comincio a scegliere le tinte che mi servono, poi cambio idea, poi ci ripenso ancora le mie file si trasformano in una ragnatela che sembra un arcobaleno. É un lavoro che può parere noioso ma io lo trovo molto rilassante dopo aver avuto una mattinata non proprio perfetta.

Mi stupisce un sacco la fantasia con cui sono stati chiamati i colori (io uso gli Americana, ma lo stesso vale per il Delta): sono un insieme di 208 sfumature, per cui trovare un nome per tutte non è facile, come non è facile trovare un nome per tutte le emozioni che ogni giorno proviamo. È troppo semplice dire ‘rosso’ come è troppo semplice dire ‘amore’; è troppo semplice dire ‘verde’ come è troppo semplice dire ‘rabbia’: siamo circondati da sfumature e ritengo sia importante notarle e capirle sia per fare un bel disegno country che per vivere bene.

Dicevamo dei colori ecco un elenco dei miei nomi preferiti:

Taffy Cream - Praticamente caramella mou...mi piacciona tanto
Moon Yellow - Color luna...è molto romantico
Jack-O'-Lantern - Color zucca di Halloween
Tomato red - Fa molto spagnettata tra amici
Wild Orchid - Il mio fiore preferito
Summer Lilac - è poetico, anche se non capisco cosa c'entri con l'estate
Bittersweet Chocolate - Cioccolato al ginger...no comment!
Mississippi Mud - Palta del Mississippi...quella del Po che colore ha?
Indian Turquoise - Adoro i turchesi

Mi sono accorta che tutti questi nomi bizzarri insieme fanno un bel arcobaleno…speriamo sia così anche per i sentimenti

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lunedì 2 ottobre 2006

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Il traforo elettrico

Questo è stato un weekend decisamente proficuo per il mio lavoro creativo perché per la prima volta ho tagliato ‘in casa’ le sagome che mi servivano e finalmente ho risolto il problema dei supporti che è tipico di chi ha questo hobby: purtroppo quasi tutti i libri sono americani e già costa una fortuna farseli inviare…se poi si aggiungono le sagome, anche questa dagli States, la cosa diventa improponibile!

Dicevamo, prima dell’estate ho trovato un traforo elettrico in offerta e l’ho comperato…ho lasciato passare l’estate senza combinare molto (la pigrizia e la spiaggia hanno preso il sopravvento) ma poi, finalmente mi sono organizzata: tavolo in box e via!


È stato piuttosto divertente: sembra di usare una macchina da cucire (ma fa molto più rumore) e direi che il risultato è ottimo…
beh, se proprio vogliamo dirla tutta il lavoro di taglio non l’ho fatto tutto proprio io…mi sono stufata dopo 10 minuti…e quindi rendo onore al mio ‘garzone’

A mia discolpa posso dire però che sono stata seduta sul tavolo tutto il tempo a far supporto morale! :)

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